SMS dal contenuto ingiurioso: configurabilità del delitto di “ingiuria” (art. 594 c.p.)

By | 23 maggio 2014

Con sentenza n. 16382 del 15.04.2014 la Sezione V Penale della Corte di Cassazione è andata a pronunciarsi su un importante aspetto relativo alla configurabilità del reato di ingiurie nel caso la condotta venga perpetrata attraverso il mezzo dei messaggi di testo su cellulare (SMS e affini). Nella motivazione di detta sentenza, si legge come “ai fini della configurabilità del reato di ingiuria non è richiesta la sussistenza dell’animus iniurandi, essendo sufficiente il dolo generico che può anche assumere la forma del dolo eventuale, in quanto basta che l’agente, consapevolmente, faccia uso di espressioni o parole socialmente interpretabili come offensive, cioè utilizzate in base al significato che esse vengono oggettivamente ad assumere, senza un diretto riferimento alle intenzioni dell’agente“.

Nel caso in esame, quindi, la Corte ha ritenuto sussistere il reato di ingiurie nel caso di una persona che, apostrofando il destinatario del messaggio con espressioni dal tenore offensivo (“sei una tr… e vai con altri”), è andata a ledere l’onore ed il decoro della stessa attraverso l’uso del sistema di messaggistica base per ogni telefono cellulare. Ne deriva quindi che l’espressione di offese ed ingiurie, realizzato attraverso sistemi di messaggistica cellulare, viene ricondotto dalla Corte di Cassazione nell’ambito di quelle “comunicazioni telegrafiche o telefoniche, con scritti o disegni inviati al destinatario”, che possono essere base per la contestazione del reato di cui all’art. 594 c.p.

Per un ottimo commento a firma di Michele Iaselli e per la massima ed il testo integrale della sentenza, si veda Altalex.

Per informazioni, pareri o consulenze, potete contattare senza impegno il nostro STUDIO LEGALE.

Rispondi