Obbligo di ripetere i segnali di pericolo prima di ogni intersezione.

By | 18 maggio 2015

Con la sentenza n. 17039 del 28 luglio 2014 la Corte di Cassazione ha stabilito che “Qualora vi sia un’ipotesi di pericolo per la circolazione stradale, l’Anas deve collocare idonei segnali prima di ogni nuovo incrocio altrimenti incorre in responsabilità per danni da cose in custodia ex art 2051 c.c.”

Nel caso in esame il conducente di un veicolo, percorreva una strada complanare e, una volta immessosi nella strada statale, non rilevando cartelli indicanti il restringimento della carreggiata da 4 a due corsie, procedeva con una manovra di sorpasso andando a collidere con un autobus proveniente dall’opposto senso di marcia che ne cagionava la morte.

La Suprema Corte ha stabilito come, per quanto concerne l’obbligo di custodia connesso all’esistenza di un cantiere stradale, sussista la persistenza dell’obbligo di custodia dell’ente pubblico proprietario del tratto stradale, con la conseguenza che lo stesso è tenuto ad apporre adeguata segnaletica stradale. In ipotesi di pericolo, quindi, i cartelli relativi alle norme di guida da tenersi, devono ripetersi ad ogni nuova inserzione stradale. Infatti, chi guida deve avere precise segnalazioni sulla condotta da tenere soprattutto se sussiste una situazione di pericolo.

Secondo la Cassazione in una situazione quale quella in esame non appare possibile che il conducente, sulla scorta dei cartelli stradali presenti, fosse tenuto a presumere che sulla strada statale in cui si era immesso, vi fossero lavori in corso, che era stato istituito un doppio senso di circolazione su una sola carreggiata, e che tale strada, in precedenza a quattro corsie, era stata ridotta a solo, una per ogni senso di marcia.

Nel caso, quindi, in cui l’ente proprietario del tratto stradale non provveda a segnalare il pericolo alla circolazione appositamente, ripetendo la dovuta cartellonistica dopo ogni intersezione risponde ai sensi dell’art. 2051 c.c.

Per informazioni, pareri o consulenze, potete contattare senza impegno il nostro STUDIO LEGALE.

Rispondi