Niente condivisione della casa familiare in caso di alta conflittualità tra coniugi.

By | 9 marzo 2015

Con sentenza n. 24156 del 12.11.2014 la Corte di Cassazione ha statuito come in tema di separazione coniugale “si procede all’assegnazione della casa familiare al genitore collocatario della prole, nonostante la titolarità del diritto di proprietà in capo all’altro coniuge”.

Nel caso di specie il marito ricorreva in cassazione avverso la sentenza d’appello con cui la casa familiare veniva assegnata all’ex moglie quale genitore collocatario del figlio. Il ricorrente, infatti, riteneva come l’immobile fosse facilmente divisibile , pertanto, la suddetta assegnazione in favore della moglie avrebbe potuto essere limitata solo ad una porzione del fabbricato.

La Corte di Cassazione, tuttavia, riprendendo i propri precedenti orientamenti riteneva che l’assegnazione della casa familiare può essere limitata ad una porzione dell’immobile, di proprietà esclusiva del genitore non collocatario, anche nell’ipotesi di pregressa destinazione a casa familiare dell’intero fabbricato, ove tale soluzione agevoli in concreto la condivisione della genitorialità e la conservazione dell’habitat domestico dei figli minori.

Poiché nel caso in esame tra i coniugi sussisteva un’ alta conflittualità la Suprema Corte in ossequio al principio di cui all’art. 337 sexies c.c. secondo cui “il godimento della casa familiare è attribuito tenendo prioritariamente conto dell’interesse dei figli. Dell’assegnazione il giudice tiene conto nella regolazione dei rapporti economici tra i genitori, considerato l’eventuale titolo di proprietà”, ha ritenuto che la eventuali abitazioni contigue tra i coniugi avrebbero ingenerato contrasti non di certo positivi per i figli né tantomeno idonei ad agevolare una condivisone della genitorialità.

Per un ottimo commento a firma di Giuseppina Vassallo e per il testo integrale della sentenza si veda Altalex.

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