Studente agli arresti domiciliari e frequenza della scuola “per via telematica”.

di | 20 marzo 2013

Interessante pronuncia del Tribunale Penale di Varese, Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari, che con ordinanza datata 08.11.2012 ha deciso che “è possibile, per uno studente agli arresti domiciliari,  rimanere in contatto con i docenti della scuola frequentata per via telematica, sulla base della prospettazione dell’esistenza di un piano educativo documentato e sottoscritto dal Dirigente Scolastico“.

In quest’ottica, quindi, è possibile derogare al divieto di comunicazione con terzi soggetti di solito estranei al nucleo presente nell’immobile ove si stanno “scontando” gli arresti domiciliari, al fine di rimanere in contatto con i docenti della scuola frequentata per via telematica, sulla base della prospettazione dell’esistenza di un piano educativo documentato e sottoscritto dal Dirigente Scolastico; al contatto con i docenti potrà associarsi, sempre per sola via telematica, quello con i compagni di classe disponibili a sostenere l’indagato nel recupero.

Ad opinione del Giudice del Tribunale di Varese, infatti, “ferma restando la principale finalità di e-learning, le forme di comunicazione, didattica e personale, non sono segmentabili, e competerà ai soggetti di cui sopra, coinvolti a vario titolo, determinarne la maggiore efficacia e coerenza, anche in relazione al mezzo, che potrà essere la comunicazione telefonica, ovvero via Skype, quella per mail, via Facebook, Twitter o altro social network, o il più tradizionale recapito di documentazione cartacea”.

Per un ottimo articolo di commento a firma di Simone Marani e per la massima ed il testo integrale dell’ordinanza, si veda Altalex

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